In arrivo ‘A spasso nelle città globali’, nuovo numero dedicato alle realtà urbane più avanzate

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È in uscita A spasso nelle città globali, nuovo numero di Scenari Internazionali, dedicato ad alcune tra le realtà urbane più avanzate al mondo. Dall’America all’Asia, passando per Europa ed Africa, il sommario indaga quegli agglomerati urbani particolarmente sviluppati che racchiudono caratteristiche uniche nei rispettivi Paesi di appartenenza. Ricca di dati e impreziosita da interviste esclusive, la pubblicazione sarà disponibile a partire dai prossimi giorni ma è già pre-ordinabile.


A cura della Redazione


Se il Novecento è stato segnato dal modello di sviluppo degli Stati Uniti, usciti vittoriosi dalle due Guerre Mondiali e dalla Guerra Fredda, l’idea di urbanizzazione che si è progressivamente affermata nel secolo scorso, non soltanto in Europa, ha tratto indubbiamente ispirazione dalle principali metropoli d’oltre oceano.

L’espansione dei mercati, la terziarizzazione dell’economia e la flessibilità lavorativa hanno profondamente influito sulla riorganizzazione delle città, a partire dai Paesi avanzati. Secondo la sociologa Saskia Sassen, all’inizio degli anni Novanta, tre grandi “capitali finanziarie” nel mondo potevano dirsi, con buona ragione, città globali: New York, Londra e Tokyo.

Oggi, tuttavia, queste sono molte di più, in conseguenza del processo di multipolarizzazione dispiegatosi nel corso degli ultimi trent’anni. Sebbene a migliaia di chilometri di distanza ciascuna dalle altre, tali realtà hanno così sviluppato un’identità cosmopolita e caratteristiche comuni, tanto da apparire più simili tra loro che ai rispettivi contesti nazionali.

Elevata concentrazione di capitali, variegate opportunità occupazionali, architetture normative favorevoli alle imprese, alta formazione scientifico-tecnologica, solido mercato immobiliare, estesa infrastrutturazione ed ampia offerta ricreativa e culturale fanno di queste metropoli dei magneti capaci di attrarre investimenti, talenti e turisti da ogni angolo del pianeta. Dalla loro tenuta dipendono intere economie e i diversi progetti di decentramento caldeggiati dai governi non sembrano affatto scalfirne l’indiscusso primato.

Scenari Internazionali mette così sotto la lente di ingradimento alcuni agglomerati urbani particolarmente sviluppati nei rispettivi contesti regionali. Da metropoli avveniristiche, ormai pienamente affermate, come Shanghai, in Asia Orientale, e Dubai, in Asia Occidentale, il focus si sposta nell’Anglosfera, per ripercorrere la storia dei due tradizionali bastioni occidentali di New York, negli Stati Uniti, e Londra, nel Regno Unito.

Il sommario compie poi una virata verso la regione eurasiatica, addentrandosi nel mondo turcofono, per conoscere meglio alcune delle trasformazioni urbanistiche, tecnologiche ed economiche che stanno interessando Istanbul, in Turchia, ed Astana, in Kazakhstan, dove sette anni fa, nell’area dell’Expo 2017, è sorto un innovativo centro finanziario internazionale.

Spazio anche all’Africa sub-sahariana, in questo caso non con grandi centri molto conosciuti nel mondo, come ad esempio Città del Capo, Joahnnesburg o Nairobi, bensì analizzando il Botswana e la sua capitale Gaborone, una realtà sicuramente più piccola ma un centro economico, finanziario e turistico emergente, trainato dall’elevata produzione diamantifera ma anche dalla lungimiranza della pianificazione politica, che ormai guarda da tempo alla diversificazione e alla sostenibilità.

Chiudono il numero le interviste esclusive all’Ambasciatore della Repubblica Socialista del Vietnam, S.E. Duong Hui Hung, e al Console Generale della Repubblica Popolare Cinese in Milano, Liu Kan. Con loro abbiamo cercato di capire meglio e più da vicino come le principali città e i distretti più innovativi stanno impattando sulle traiettorie di sviluppo dei rispettivi Paesi.

Il numero, stavolta, lascia volutamente fuori l’Europa continentale. In un contesto di forte incertezza internazionale, con il Vecchio Continente drammaticamente al centro di rinnovate tensioni geopolitiche, guardare al di fuori della finestra di casa può infatti aiutarci ad individuare nuove soluzioni e vie d’uscita alla crisi d’identità che sta colpendo l’Unione.




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